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Ail Mantova
a cura del Dott.
Adolfo Porcellini

LA TERAPIA GENICA PER LA LEUCEMIA
LINFATICA CRONICA

Un progetto di collaborazione tra il Dipartimento di Oncologia ed Ematologia Oncologica di Noale–Mirano-Dolo (ASL 13 VE) e la Cattedra di Ematologia dell’Università di Perugia.
Progetto di ricerca finanziato da MANTOVAIL e AIL VENEZIA GRUPPO RIVIERA DEL BRENTA

La leucemia è una malattia del midollo osseo in cui una singola cellula non obbedisce più ai normali segnali ed inizia a proliferare in modo anomalo e incontrollato.
La leucemia linfatica cronica (LLC), che è causata dall’alterazione delle cellule del sistema immunitario, cioè i linfociti, è la più comune forma di leucemia, rappresentando il 30% di tutti i casi.
Ogni anno si registrano circa 4 nuovi casi ogni 100.00 mila individui.
Sebbene sia considerata una malattia dell’età avanzata, con un’età mediana alla diagnosi di 65 anni, sempre più frequentemente viene diagnosticata in pazienti più giovani, di età inferiore ai 55 anni, che rappresentano oggi il 20% dei casi.
La LLC è, nella maggioranza dei casi, una malattia ad evoluzione assai lenta.
Molti pazienti vivono senza problemi per molti anni e infine muoiono per cause naturali.
In altri casi, specialmente tra i pazienti più giovani, la LLC si mostra resistente ai più comuni presidi terapeutici e diventa una forma molto aggressiva con rapida evoluzione e prognosi rapidamente sfavorevole.


Fisiopatologia del sistema immunitario
Semplificando al massimo, possiamo dire che il sistema immunitario, é costituito da due bracci: quello dei linfociti T (LT) che sono in grado di aggredire gli agenti esterni (o antigeni) direttamente (effetto cito-tossico) e quello dei linfociti B (LB) che invece agiscono formando degli anticorpi specifici diretti contro gli antigeni.
I due sistemi T e B non agiscono indipendentemente, ma in stretta collaborazione attraverso la secrezione di molecole che hanno sia la funzione di stimolare sia di reprimere.
Quindi il sistema T ed il sistema B sono in grado di stimolarsi e di reprimersi vicendevolmente e questo garantisce la perfetta bilancia tra i due sistemi.
I due sistemi comunicano tra di loro attraverso delle molecole (dette appunto cross-talk, molecole di comunicazione).
In particolare è stato scoperto che una molecola presente sulla membrana dei LT (ma anche secreta nel plasma), chiamata CD 154, ha un ruolo cruciale in questa funzione di comunicazione tra i due bracci.
Il CD 154, sulla membrana del LT ha il suo recettore sulla superficie del LB; questo recettore è detto CD 40; in termini tecnici si dice che il CD154 è il ligando del CD40.
Per capire come funzionano recettore e ligando, bisogna immaginare un meccanismo del tipo Chiave (CD 154) e Toppa (CD 40); quando la Chiave del LT viene inserita nella Toppa del LB, quest’ultimo viene stimolato a produrre molecole che hanno l’effetto a loro volta di stimolare il LT a compiere le sue funzioni.
La LLC è una patologia in cui i LB perdono la capacità, comune a tutte le cellule dell’organismo, di auto-distruggersi quando è venuto il loro tempo (apoptosi); perdendo la capacità di auto-distruggersi, i linfociti si accumulano in modo enorme nel midollo osseo, nel sangue periferico, nella milza, nel fegato e nei linfonodi.
Oggi abbiamo imparato che quest’enorme accumulo di LB, i quali possiedono sulla loro membrana il CD 40 (la Toppa), provoca un’inibizione della formazione, da parte dei LT, del CD154 (la Chiave).
Venendo a mancare questo meccanismo di stimolo (toppa-chiave), il sistema immunitario diventa anergico, si ferma.
Il nostro progetto scientifico ha ottenuto questi risultati: è stato costruito un vettore virale (un missile molto preciso, ma con capacità limitate) cui é stato attaccato il gene che produce il CD 154.
Poi il missile con il suo carico di CD 154 è stato lanciato contro il LB della LLC. Il missile virale ha la capacità di entrare nel genoma del LB e di inserirvi il gene per il CD 154.
A questo punto il LB che già produce costitutivamente la Toppa (il recettore CD 40) è anche in gradoni produrre l’apposita Chiave (CD 154).
In altre parole il LB è in grado di autostimolarsi e poi di stimolare il LT, In questo modo verranno eliminati tutti i LB in eccesso.
Il sistema ha dimostrato di funzionare in vitro (in provetta) e nell’animale da esperimento (topo NOD/SCID). Tutte queste prove sono state completate presso la Cattedra di Ematologia dell’Università di Perugina.
Ora siamo pronti a chiedere il permesso agli organi competenti l’autorizzazione per iniziare i trattamenti nell’uomo.
Questo progetto ad alto contenuto tecnico-scientifico è il primo esempio di collaborazione tra due Sezioni AIL per una finalità comune nell’interesse del paziente ematologico.
 
 
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